IL CLIENTE NON PUO’ CONTESTARE LA PARCELLA SE LA USA PER OTTENERE FINANZIAMENTI E/O AIUTI STATALI.

Corte di Cassazione – Sezione II Civile – Sentenza 04 aprile 2011 n. 7622.

Il cliente che chiede a un professionista lo svolgimento di un’attività e usa la fattura ricevuta per una pratica di finanziamento pubblico non può poi contestare l’entità del compenso dovuto. Lo ha chiarito la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza 7622/2011 che ha respinto il ricorso di una donna che, al fine di conseguire un’erogazione statale (Contributi in conto capitale ai sensi della Legge 219/81), aveva incaricato un professionista di svolgere una determinata attività. La donna, dopo aver presentato la domanda e riscosso il contributo servendosi del lavoro del professionista si è però rifiutata di pagare la parcella perché, a suo dire, troppo elevata. La Cassazione ha invece affermato che la fattura doveva ritenersi tacitamente riconosciuta dalla committente dal momento che l’aveva tranquillamente utilizzata per la sua pratica senza avanzare in quel frangente alcuna riserva sul contenuto.

Testo della Sentenza

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