APPROVATO IL DECRETO SVILUPPO – DI SEGUITO IN SINTESI I PUNTI CHE INTERESSANO LA NOSTRA ATTIVITA’ PROFESSIONALE

Oggi 05.05.2011 – È stato approvato oggi il decreto legge per lo sviluppo. Il CdM si pronuncia sulle misure che dovrebbero rilanciare l’economia favorendo la crescita.

Mutui – Sarà possibile rinegoziare i mutui casa fino a 150.000 euro per chi ha un mutuo a tasso variabile e deve far fronte a rate più pesanti a causa dell’aumento dei tassi. Potrà chiedere la rinegoziazione, fino al 30 aprile 2012, il mutuatario che abbia un reddito isee non superiore a 30.000 Euro e sia in regola con i pagamenti. Con la rinegoziazione il tasso viene trasformato da variabile in fisso per la durata residua del mutuo. Mutuatario e banca possono concordare l’allungamento del mutuo fino a un massimo di 5 anni.

Piano Casa – Come già annunciato, il decreto legge, previsto dal Def, Documento di economia e finanza, ripropone misure nazionali per il rilancio dell’edilizia. Vengono riaperti i termini per il varo di nuove leggi regionali incentivando gli interventi di demolizione e ricostruzione sia sugli edifici residenziali che su quelli a destinazione diversa. Fino all’approvazione delle leggi regionali, che fisseranno gli standard degli incentivi, le ricostruzioni godranno di un premio volumetrico del 20% per il residenziale e del 10% in tutti gli altri casi.

 Semplificazione delle norme in edilizia – La bozza del testo conferma la possibilità di ottenere un permesso di costruire in caso di silenzio-assenso, tranne che nei casi in cui sussista un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale.

Confermata anche la sostituzione della Dia con la Scia, a eccezione dei casi particolari in cui la denuncia di inizio attività è alternativa al permesso di costruire (Super-Dia).

Opere pubbliche – L’articolo 4 del decreto riguarda la disciplina delle opere pubbliche e prevede una serie di misure per ridurre le pratiche burocratiche. Tra l’altro modifica la prova dei requisiti di partecipazione alle gare di appalto (c.d. requisiti di moralità), con l’obiettivo di ridurre la discrezionalità degli enti appaltanti. In particolare, “viene ridefinita la disciplina concernente le condanne penali ostative alla partecipazione alle gare e le false dichiarazioni rese dai concorrenti alla stazione appaltante. Nel provvedimento è prevista anche la tipizzazione delle cause di esclusione dalle gare, limitandole soltanto a quelle previste dal codice degli appalti e dal regolamento di esecuzione. Viene inoltre alzato a un milione di euro (dagli attuali 500mila) l’importo dei lavori per i quali si può procedere all’assegnazione senza ricorrere alla gara d’appalto.

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