L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA INDIVIDUATO GLI INDIRIZZI OPERATIVI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE E CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE

CON LA CIRCOLARE N. 21/E L’AGENZIA DELLE ENTRATE FORNISCE GLI INDIRIZZI OPERATIVI PER IL CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE DEI LIBERI PROFESSIONISTI.

Con la circolare n. 21/E del 18 maggio 2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce gli indirizzi operativi per il contrasto all’evasione fiscale, tra cui quella relativa ai lavoratori autonomi e gli esercenti arti e professioni. In particolare la circolare pubblicata per la parte che interessa i lavoratori autonomi e gli esercenti arti e professioni così riporta: “Con la nota n. 2011/16980 del 14 febbraio u.s. di questa Direzione Centrale, sono stati forniti specifici esempi di percorsi di analisi del rischio e selezione – da realizzare mediante gli applicativi informatici d’ausilio messi a disposizione delle Direzioni Regionali e Provinciali – con riferimento a: a) i soggetti che hanno presentato il modello studi di settore e sono risultati non congrui (nei confronti dei quali i controlli vanno sviluppati tenendo rigorosamente presenti le istruzioni metodologiche riferite all’invito al contraddittorio e alla motivazione dell’atto di accertamento di cui rispettivamente alla nota n. 68125 del 2009 e alla Comunicazione di servizio n. 49 del 2010 – aggiornata nel mese di gennaio 2011 – onde mantenere costante il trend di crescita dell’ammontare mediano delle maggiori imposte accertate e di quelle definite); b) i soggetti congrui e “appiattiti” alle risultanze degli studi di settore3 nonché i soggetti congrui a seguito di adeguamento significativo alle risultanze degli studi stessi;c) i soggetti che, seppure rientranti nel campo di applicazione degli studi di settore, non hanno presentato il relativo modello (con riferimento a tale platea di soggetti, resta valida l’indicazione della circolare 20/E del 2010 riguardante la quota minima di accertamenti da eseguire, pari ad almeno il 5 per cento del totale degli atti previsti per la macrotipologia di contribuenti in argomento);d) i soggettiche esercitano attività per le quali non risultano applicabili gli studi di settore; e) i soggetti che hanno evidenziato una perdita per più periodi d’imposta consecutivi. A tali percorsi metodologici ha fatto e farà seguito l’inoltro di liste d’ausilio derivanti da specifiche elaborazioni di dati presenti in Anagrafe Tributaria, tra le quali, in particolare, quelle relative a:a) ai soggetti che hanno evidenziato comportamenti anomali nella gestione delle rimanenze di magazzino;b) ai soggetti titolari di partita IVA che hanno omesso di dichiarare in tutto o in parte compensi di lavoro autonomo certificati dai sostituti di imposta nei modelli 770 riferiti ai periodi d’imposta 2006 e 2007;    c) ai soggetti che hanno dichiarato componenti negativi di reddito, rientranti nella categoria dei “costi residuali”, di ammontare significativo; d) ai soggetti che, pur avendo effettuato operazioni rilevanti ai fini IVA per i periodi d’imposta 2006 e 2007, non risultano aver presentato la relativa dichiarazione essendone obbligati; e) ai soggetti che, destinatari nel corso del 2010 delle apposite comunicazioni concernenti la rilevata esistenza di anomalie, relative al triennio 2006-2008, degli indicatori economici ricostruiti dai dati dichiarati ai fini degli studi di settore, risultano – dai dati dichiarati per il periodo d’imposta 2009 – non aver mutato il comportamento ritenuto anomalo (come di consueto, il controllo di questi soggetti va sviluppato nella massima misura possibile, selezionando dalle liste di ausilio le posizioni la cui verifica, secondo i criteri già in passato descritti, può garantire la maggiore proficuità, anche a fini preventivi). Tali liste devono integrare, fornendo ulteriori indicatori di rischio, le analisi effettuate dalle Direzioni Provinciali mediante i percorsi metodologici citati in precedenza. Sulla scorta delle linee direttive già contenute nelle circolari n. 13/E del 2009 e n. 20/E del 2010, va infine tenuto presente che: a) una quota crescente – rispetto alle annualità precedenti – deve essere riservata al comparto degli esercenti arti e professioni, privilegiando – ricorrendone i presupposti – le indagini finanziarie quale modalità istruttoria e utilizzando, per la selezione delle posizioni a maggior rischio, anche gli elenchi d’ausilio forniti centralmente; b)  gli accessi brevi vanno prevalentemente finalizzati alla verifica della veridicità dei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore, nonché al contestuale controllo del rispetto degli “obblighi strumentali” e della regolarità del personale impiegato; tali accessi andranno a sommarsi al controllo capillare effettuato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’attività di presidio del territorio e, pertanto, il coordinamento con i competenti reparti della Guardia di Finanza rappresenta il presupposto affinché gli accessi vengano articolati sul territorio in modo razionale ed idoneo a consentire gli auspicati effetti di incremento della compliance; c) le attività di verifica devono concentrarsi nel corso del primo semestre sul periodo di imposta 2008, e nel secondo semestre su quello 2009, ferma restando l’esecuzione di attività della specie su uno o più periodi precedenti, in presenza di specifici e circostanziati indizi di evasione; d) per l’attività di accertamento va privilegiato il controllo delle annualità più recenti, compreso il 2009 (quest’ultima annualità a partire dal secondo semestre), fermo restando che, in presenza di elementi relativi a periodi d’imposta precedenti, l’attività va indirizzata anche su questi ultimi; e) i rapporti di collaborazione e coordinamento, oltre che con la Guardia di Finanza, anche con altri enti che svolgono attività ispettiva che possa produrre o innescare attività accertative di competenza dell’Agenzia delle entrate (in particolare l’INPS, la SIAE e i Comuni) vanno mantenuti e sviluppati in maniera sempre più strutturata.”

CIRCOLARE N. 21/E del 18 Maggio 2011

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